La rassegna "Filippo de Pisis e il suo tempo", che vede il ritorno del Maestro ferrarese nelle storiche
sale di Palazzo Salmatoris, vuole riconoscere, attraverso una quarantina di capolavori provenienti da collezioni
pubbliche e private, la valenza nazionale ed internazionale di questo autore ed arricchire la conoscenza dell'opera
del "Marchesino pittore".
De Pisis, fin da giovane, dimostra un temperamento intellettuale ed inclinazioni letterarie, pittoriche e botaniche
di grande valenza. All'età di vent'anni è già attivo nel dibattito culturale della sua città
e, nel 1916, incontra De Chirico, Savinio e Carrà, militari a Ferrara: un sodalizio che avrà influenze
decisive nella sua formazione pittorica. L'incontro definitivo con la pittura, e la conseguente personalizzazione
del suo procedere artistico, avviene nel 1923, durante il periodo che trascorre ad Assisi, e vi si dedica sempre
più assiduamente fino al 1926, anno in cui decide di trasferirsi a Parigi dove rimane fino allo scoppio
della Seconda Guerra Mondiale nel 1939. Di questo felice periodo sono esempio in mostra lavori come "Paesaggio
parigino, 1927", oppure "Fiori con specchio, 1936" Durante gli anni parigini la sua pittura si affranca
e acquista, attraverso una spazialità dalle derivazioni metafisiche, il lirismo narrativo che si ritrova
anche negli scritti, ed in opere quale "Natura morta, 1935" fatte di impressioni visive appuntate quasi
in modo stenografico. A Parigi De Pisis è affascinato dai dipinti degli Impressionisti e dei Fauves che
assimila e poi rielabora ottenendo così delle composizioni estremamente personali, animate da una vena di
malinconica poesia ben sottolineata da "Conchiglie, 1930". Gli ultimi quadri sono lo specchio della sofferenza
determinata dalla grave malattia che lo colpisce: materia rarefatta o colori cupi esprimono un profondo mal de
vivre che qui vediamo in "Natura morta con bottiglie. Omaggio a Morandi, 1949" oppure "Fiore"
degli anni '50.
La pittura di De Pisis ha caratterizzato comunque mezzo secolo di arte italiana ed internazionale. Mezzo secolo
in cui avvengono grandi cambiamenti. L'Italia si trova ad occupare una significativa posizione nel panorama europeo,
grazie alle novità del Futurismo, ma anche grazie all'apporto del tutto originale offerto dagli artisti
italiani alla riscoperta di quella "misura classica" che percorre l'Europa negli anni che seguono la
sperimentazione delle prime avanguardie storiche. Per cui l'esposizione si prefigge anche di indagare, partendo
dalla voluta centralità dell'opera di De Pisis, sempre attento al suo tempo ma tendenzialmente teso a creare
un personale ductus operandi, i due punti estremi della ricerca artistica italiana di quegli anni, l'anti-tradizione
futurista da un lato e il nuovo corso del classico dall'altro.
Si passa così ai lavori di De Chirico, Morandi, Carrà e Savinio, fondatori con de Pisis della Metafisica
italiana, dove si ritro vano capolavori come "Composizione architettonica-Parigi" del 1928 e "Interno metafisico
con officina" del 1951, per proseguire con le espressioni dei maggiori rappresentanti della pittura italiana
coeva. Tra questi spiccano nomi quali Giacomo Balla, in cui la modernità del dipinto, con l'ardito taglio
fotografico, già appare come il superamento delle istanze realiste e simboliste che aveva caratterizzato
l'Italia artistica della fine '800; Felice Casorati, con le atmosfere incantate del realismo magico; o, ancora,
Massimo Campigli e la sua riscoperta dell'arcaismo dell'antica Etruria. Per citare solo alcuni dei grandi Maestri
che campeggiano in Palazzo Salmatoris.
A chiosa una selezionata quanto inedita proposizione di disegni, incisioni ed acqueforti come significativo momento
complementare di tutto il mondo artistico che, considerando quale fulcro dello stesso l'opera di de Pisis, ha caratterizzato
più di mezzo secolo di storia dell'arte italiana.
L'inaugurazione avverrà sabato 10 ottobre 2009, alle ore 11.00, presso la Sala del Consiglio di Palazzo
Comunale. Dopo gli interventi dei convenuti, autorità, curatori e critici d'arte, il pubblico si sposterà
per il taglio del nastro a Palazzo Salmatoris.
TITOLO: Il marchesino pittore Filippo De Pisis e il suo tempo
DURATA: 10 ottobre 2009 - 10 gennaio 2010
ORARI: da mercoledì a sabato ore 9.30/12.30 e 14.30/18.30; domenica e festivi ore 9.30/19.00
La biglietteria si ferma mezzora prima dell'orario di chiusura
INGRESSO: intero € 6,00; ridotto € 5,00 (da 12 a 18 anni e ultrasessantenni, studenti universitari);visite scolastiche
€ 3,00 (materne, scuole dell'obbligo e superiori); riduzione per gruppi organizzati e prenotati.
Festivi e prefestivi possibilità di visita con guida (inclusa nel biglietto)
ENTE PROMOTORE: Città di Cherasco
MOSTRA A CURA DI: Cinzia Tesio
CON LA COLLABORAZIONE DI: Claudio Cerrato
COORDINAMENTO ARTISTICO E UFF. STAMPA: Licia Innocenti - Ufficio Cultura Città di Cherasco
ASSICURAZIONI: Milano Assicurazioni
CON IL PATROCINIO DI: Regione Piemonte, Provincia di Cuneo
SEGRETERIA MOSTRA e PRENOTAZIONI: Ufficio Cultura - Tel. 0172/427050 / Fax 0172/427055
www.cherasco2000.com turistico@comune.cherasco.cn.it
LE IMMAGINI DI DE PISIS SI TROVANO E SONO SCARICABILI DAL SEGUENTE LINK: http:/www.dellatorrerivoira.com/Beniamino/download/fotopisis.zip |