Carlo Carrà

La natura come sogno


CHERASCO, Palazzo Salmatoris 11 ottobre al 14 dicembre 2008



"Carlo Carrà. La natura come sogno" propone un ampio excursus che va dai primi dipinti di stampo ancora accademicamente figurativo del primo del Novecento per giungere sino alle ultime sperimentazioni primitiviste degli anni '50.


Tra le circa 70 opere, dipinti e disegni provenienti da collezioni pubbliche e private italiane, il nucleo principale è peraltro costituito dalla produzione "post-metafisica"; un periodo fondamentale per l'evoluzione artistica del Maestro (Quargnento, Alessandria, 1881 - Milano 1966). Infatti a metà degli anni Venti, un'epoca segnata da grandi rivolgimenti sociali, Carrà si stacca definitivamente dalle esperienze di gruppo per iniziare una ricerca autonoma e solitaria, interrotta solo dalla saltuaria collaborazione con riviste di critica ed estetica come "Lacerba", "La Voce", "Esprit Nouveau", "Fiera Letteraria" e, più regolarmente, con il periodico "Valori Plastici" e con il quotidiano milanese "L'Ambrosiano". Rifiutando la retorica rumorosa di molti suoi contemporanei Carrà si dedica così soprattutto al paesaggio, ed è qui che la sua arte raggiunge l'apice del lirismo, in virtù di un processo non esclusivamente pittorico che si potrà ritrovare in molteplici opere esposte. Un incedere compositivo che si rivelerà non un semplice mezzo per rappresentare la realtà, ma costituirà un momento catartico, avendo il compito preciso di cogliere sia gli aspetti qualificanti del reale, sia la sua intima essenza che, tramite un filo invisibile, collega qualunque realtà esteriore alla propria realtà interiore fatta di ricordi, emozioni, sentimenti.

Ed in questa mostra emerge prepotente tale filosofia che sta alla base di tutta la pittura di Carrà; una filosofia che si dipana attraverso un percorso visivo altamente poetico capace di restituire il profondo senso lirico di uno dei più grandi pittori italiani del Novecento.