Cherasco e Möckmühl iin Germania
Cherasco- Piliscsaba in Ungheria
![]() Cherasco è gemellata con Qyryat-Gat in Israele, e Villars sur Var in Francia, gemellaggi che risalgono a qualche decennio fa con cui si sono persi un po' i contatti. Dall'ottobre del 2001 invece la "Città della Paci" si è legata alla città tedesca di Möckmühl, città del Baden Württemberg che ha parecchie cose in comune con la piemontese Cherasco. Möckmühl vanta una tradizione storica medievale: l'antica città ha oltre 1.200 anni è caratterizzata da un suggestivo centro storico medievale. Attualmente è un polo industriale, artigianale e culturale molto vivo; conta più di 6.500 abitanti e si trova nei pressi di due fiumi il Seckach e lo Jagst. Möckmühl possiede anche nuove strutture sportive e per il tempo libero, moderni servizi che ne fanno un nevralgico centro culturale; storia e modernità corrono parallele nella città tedesca in oggetto, le strutture moderne del suo importante centro storico sono in armonia con le caratteristiche casette cintate dalle antiche mura. In seguito all'iniziativa del direttore della scuola di Möckmühl e, naturalmente, del Sindaco della Città, che hanno conosciuto "la Città delle Paci" di persona e ne sono stati impressionati positivamente, sono incominciati i primi contatti epistolari di avvicinamento, ben accolti dagli amministratori cheraschesi: le motivazioni sono state lo scambio culturale e la conoscenza reciproca dello sviluppo dell'economia locale delle due città interessate. Attualmente Cherasco conta 7.800
abitanti, distribuiti in numerose frazioni, poste sugli oltre 82 chilometri quadrati di territorio, comprendenti
le frazioni di R oreto,
Bricco, Veglia, Cappellazzo, San Bartolomeo, Meane, San Giovanni. Negli ultimi 20 anni Cherasco si è evoluta
gradualmente: da centro prevalentemente ad economia agricola a polo industriale, commerciale ed economico di buon
livello qualitativo e quantitativo. La tradizionale coltivazione di foraggi e verdure, insieme alla zootecnia intensiva,
si sono validamente integrate alle numerose attività industriali e commerciali sorte, ottenendo su tutto
il territorio uno sviluppo generalizzato che ha creato un cospicuo numero di posti di lavoro. Grazie ad una oculata
politica di gestione urbana da parte dell'Amministrazione Comunale, sono nate piccole e medie imprese che abbracciano
un gran numero di specializzazioni. Così il Klinker della Sire, le tecnologie della Mtm-Brc, della Biemmedue,
i containers della Sicom, gli abiti della Mabitex, le strumentazioni musicali dei Magazzini Merula e mille altri
prodotti cheraschesi sono oggi in tutte le parti del mondo. Questa industrializzazione tuttavia non ha modificato
il tessuto sociale de lla città, né ha distrutto
l'incomparabile ambiente. Inoltre nelle frazioni si sono sviluppate in modo particolare l'agricoltura e l'industria
pesante, mentre nel concentrico sono cresciuti e continuano a crescere piccoli laboratori artigianali per la lavorazione
del legno e apprezzate botteghe per il restauro e l'antiquariato.Da quell'anno, il 2001, in cui i tedeschi sono stati ospitati a Cherasco per la cerimonia ufficiale di gemellaggio, a turno delegazioni di Amministratori e cittadini di entrambe le città si scambiano la visita. Ogni incontro è motivo di organizzazioni di feste e momenti ricreativi, oltre che di visite specifiche nelle zone locali dei territori tedesco e italiano. ![]() A Cherasco è stata intitolata una piccola piazza, all'interno del complesso del Teatro Salomone: largo Möckmühl. ![]() Cherasco e Möckmühl hanno posto le radici di una amicizia in pace, duratura nel tempo, simboleggiata dalla messa in posa di un ulivo |
Anno 2005: il 1 ottobre
è stato siglato un nuovo gemellaggio per la "Città delle Paci". Questa volta si tratta di una città ungherese, Piliscsaba, situata a meno di una ventina di chilometri da Budapest. Una delegazione cheraschese, con a capo il sindaco Pier Luigi Ghigo e
il vice sindaco Giovanni Avagnina, è stata ricevuta sabato, 20 novembre 2004, presso l'Università
della Città ungherese. Durante l'incontro è stato programmato il futuro gemellaggio tra le due città,
Cherasco e Piliscsaba, che sarà siglato nel giro di un anno circa."La Città delle Paci" conta tre gemellaggi: con Qyryat-Gat in Israele, Villars sur Var in Francia, i cui contatti tuttavia si sono persi nel corso degli anni, e quello con la tedesca Möckmühl, invece annualmente motivo di incontri e viaggi, e per festeggiare il quale nel prossimo 2005 è stata programmata la grande festa in piazza all'inizio di maggio. ![]() Lo spunto per il nuovo gemellaggio con la città ungherese è venuto proprio dalla tedesca Möckmühl che è già gemellata con Piliscsaba dalla scorsa estate: si vuole infatti costruire una sorta di corrispondenza ideale tra le tre città, italiana, tedesca ed ungherese. Anche la scuola, l'Istituto Comprensivo di Cherasco "Taricco" ha iniziato lo scambio culturale con Piliscsaba. I primi contatti avuti con il viaggio nei dintorni di Budapest degli amministratori cheraschesi sono risultati positivi: sono stati ospiti a Cherasco in occasione della "Festa del Gemellaggio" il 7 maggio 2005, poi nell'autunno i nostri amministratori sono stati ospitati a Piliscsaba e sabato 1 ottobre si è svolta la cerimonia ufficiale di gemellaggio. ![]() Piliscsaba è situata nella parte nord-ovest dell'Ungheria, in una vallata tra il Buda e il Pilis, a 14 km da Budapest, molto simile a Cherasco con i due fiumi che la bagnano, nei dintorni presenta colline tra i 200 e i 400 metri d'altezza. È sede dell'Università Cattolica, dotata di un campus universitario che è a metà strada fra Budapest, la capitale, e Esztergom. L'università è un raro esempio di architettura organica ungherese, soprattutto la cappella e lo Stephaneum, l'edificio che ospita l'Aula Magna, opera del Maestro ungherese Makovecz. |
E' con la città rumena di Cefa. I primi contatti sono di inizio 2006 quando una delegazione di rumeni di Cefa, è stata in visita a Cherasco ed è stata ufficialmente ricevuta dal sindaco Pier Luigi Ghigo, dal vicesindaco Giovanni Avagnina e da alcuni assessori e consiglieri. La comunità rumena a Cherasco è la terza per numero di residenti, dopo la marocchina e l'albanese. La delegazione a Cherasco era formata dal presidente della Camera di Commercio di Timisoara e dal sindaco di Cefa con alcuni consiglieri e assessori. Durante la giornata i rumeni sono stati accompagnati presso alcune aziende cheraschesi, agricole e commerciali e, naturalmente nel centro storico e artistico di Cherasco. Sono state le città già gemelle a Cherasco, la tedesca Möckmühl e l'ungherese Piliscsaba, a far conoscere "La Città delle Paci" ai rumeni di Cefa, anch'essi gemellati con i tedeschi e gli ungheresi. Anc La cerimonia di gemellaggio si è svolta ufficialmente a Cherasco, nel salone consigliare del Municipio, sabato 3 giugno 2006. Presenti anche le delegazioni di Möckmühl e Piliscsaba. Dopo la cerimonia, si è svolta la piantumazione dell'ulivo del gemellaggio, presso il giardino del Monumento.Alla sera una grande festa popolare, con musica e gastronomia, ha sancito l'unione tra i 4 paesi europei, Italia, Germania, Ungheria e Romania. La cittadina di Cefa si trova nella parte occidentale della Romania, al confine con l'Ungheria, nella regione sud-occidentale del distretto del Bihor, a circa 34 km dal capoluogo del distretto, la città di Oradea. Fino al 2004, Cefa è stata una delle maggiori cittadine del Bihor, comprendendo 8 villag La sua posizione geografica privilegiata, a circa mezza distanza tra i centri di Oradea e Salonta, ha fatto si che Cefa sia attraversata - nella località di Inand - dalla strada nazionale DN79 Oradea Arad Timisoara. La popolazione del comune di Cefa annovera, al presente, 2.355 abitanti, di cui 1.275 nella località Cefa stessa. Il comune di Cefa è situato nella Bassa Pianura alluvionale dei tre fiumi Cris (Crisul Repede, Crisul Negru e Crisul Alb), che ha un'altitudine che varia tra gli 80 e i 100 m slm. Il rilievo è caratterizzato dall'ampio sviluppo della pianura tra Crisul Repede e Crisul Negru, pianure paludose percorse da canali collettori, e dalla presenza diffusa di laghi, che raggiungono una superficie totale di 693 ettari. Grazie al magnifico quadro naturale, caratterizzato da una flora e da una fauna specifiche delle aree paludose, il Dipartimento Forestale del Bihor ha avanzato la domanda per un progetto Phare CBC, approvato, volto alla creazione di un corridoio di conservazione della biodiversità, il quale legherà il Parco nazionale Mures-Crisuri ungherese con il Parco nazionale romeno dei Monti Apuseni. Grazie alla favorevole pos STORIA Le indagini archeologiche condotte nella zona hanno portato alla luce tracce di insediamenti umani antichissimi. La prima attestazione documentaria di Cefa, tuttavia, è datata 7 ottobre 1302, allorché della cittadina è menzionata sotto la denominazione di "Chepha" in un atto ufficiale. Nel 1332 Cefa è ricordata come insediamento con diritto di mercato, mentre nel 1421 è testimoniato il suo statuto di oppidum, centro intermedio tra città e villaggio, nonché di dogana. La Cefa medievale aveva quattro strade e una fortificazione in muratura.A cominciare dalla seconda metà del XVI secolo, le località di questa zona dovettero fronte alle numerose invasioni ottomane che provenivano da occidente, resistendo agli assalti persino nel periodo in cui i turchi riuscirono a insediarsi, per circa 30 anni, nella vicina città di Oradea. Dopo il ritiro di questi, nel 1692, Cefa e le altre località del distretto svilupparono una fiorente attività produttiva, sostenuta dall'attività degli abitanti tradizionali del luogo e favorita dall'apporto demografico degli abitanti delle zone collinari e montane del Bihor. L'Imperatrice Maria Teresa d'Austria conferma alla cittadina, nel 1760, il Diritto di Mercato, attività interrotta durante il periodo dell'occupazione del Bihor da parte delle forze della Porta Ottomana. Nel XIX secolo, lo sviluppo di Cefa subisce una naturale accelerazione e la cittadina riceve lo statuto di capoluogo di una plasa - sottounità amministrativa -del distretto del Bihor. Nel 1849 Cefa ospita per una notte la Corona del Regno d'Ungheria, evacuata verso Orsova. Nel territorio dei possedimenti della nobile famiglia Tisza viene allestito, nel 1905, il primo allevamento sistematico di carpe. Durante la Prima Guerra mondiale, molti giovani provenienti della località del Comune di Cefa parteciparono alle lotte di Marasesti, Marati e Oituz, e il 1 Dicembre 1918, al momento dell'Unione della Transilvania con l'allora Regno di Romania, tra i 1.228 delegati transilvani riuniti ad Alba Iulia si trovava anche un rappresentante di Cefa, portavoce dei desideri unionisti degli abitanti della zona. Nel periodo interbellico Cefa si mette in evidenza per la sostenuta attività economica e culturale; la Casa di Cultura "Ioan Costa" venne distinta da re Carlo II di Romania con un premio quale migliore istituzione culturale del distretto del Bihor. Negli anni dell'occupazione hortista i cefani restarono ai loro posti, mentre molti militari della zona si distinsero nella Seconda Guerra mondiale sui campi di battaglia, alcuni venendo anche decorati. La restaurazione dell'amministrazione romena del 1944 e la messa in atto della riforma agraria del 1945 diedero alla zona un nuovo impulso allo sviluppo economico e sociale. TRADIZIONE E CULTURA Tra le due Guerre mondiali, i villaggi del comune di Cefa furono villaggi di contadini della classe media, abili lavoratori di terra ma anche amanti della cultura, per la quale costruirono una Casa di Cultura in cui il 1 maggio 1899 venne giocata la prima pièce teatrale, diretta dal maestro Ioan Costa. In seguito a questo evento, la Casa di Cultura di Cefa venne distinta da re Carlo II di Romania con l'onoreficienza al "Merito Culturale" quale riconoscimento dell'attività di diffusione e animazione culturale nell'ambiente rurale. Oltre alle attività artistiche e culturali, nella Casa di Cultura hanno avuto sede un museo etnografico, una biblioteca, una troupe teatrale e una squadra sportiva. Ogni anno, in settembre, si festeggia il "Giorno del Comune di Cefa", mentre il 1 giugno, giorno internazionale del bambino, nello stadio della località Cefa hanno luogo diverse manifestazioni sportive, tra cui eventi di ecoturismo e pesca sportiva. Sul territorio del Comune sono presenti due Case di Cultura e una biblioteca comunale di 12.000 volumi, e nelle scuole di Cefa e Inand funzionano due biblioteche d'istituto, quella di Cefa toccando i 4.000 volumi. In occasione del festeggiamento dei 700 anni dalla prima attestazione documentaria della località di Cefa, il 1 settembre 2002 è stato inaugurato il Museo Parrocchiale, al quale gli abitanti del villaggio hanno donato icone su vetro, antichi strumenti di uso domestico, costumi popolari, oggetti d'arredamento, telai, cassepanche decorate e tappeti contadini con decorazioni specifiche della zona. |